Sono una persona che in generale, nella vita, deve poter esplorare e trovare nuove strade. Non avere mai schemi predefiniti.
Spero di essere così anche come fotografa.

Credo di essere diventata una fotografa, nel momento in cui mi sono lasciata abbracciare
dalle mie fragilità; quando le ho fatte sedere sul letto, una per una, e le ho guardate in faccia
come si fa con qualcuno che vedi per la prima volta. Ho iniziato ad amare la fotografia,
quando ho ammesso tutte le mie paure, quando ho imparato che fanno parte di me e
saranno sempre un dettaglio in più del mio modo di raccontare. Il buio mi agita ancora,
eppure, è proprio quando sono al buio che tiro fuori le mie soluzioni. Ho iniziato ad avere
qualcosa in più da dire, quando sono diventata forte, quando ho iniziato a ridere dei miei
errori e delle mie goffaggini; quando ho smesso di avere vergogna di piangere, e l’ho fatto
tutte le volte in cui ne avessi voglia o bisogno. Sono diventata forte perché, oggi, sfoggio i miei
punti deboli ed ho imparato a proteggerli.
Ad abbracciarli. A farli sentire al sicuro tra i miei pensieri per aria. Ho imparato a stringermi, a
rassicurarmi, a farmi del bene.
Mio padre mi avrebbe voluta magistrato o forse, chirurgo. Eppure fu lui nel Natale del 1999 a
regalarmi la mia prima fotocamera, una Polaroid 600 targata “Barbie” con cui scattai la mia
prima foto a mio fratello, nato da appena qualche mese.
Credo sia stato quello il momento in cui io e la fotografia ci siamo follemente innamorate.
Scelte.
Il teatro è stato una delle mie passioni adolescenziali, interpretare qualcuno, dar voce da un
palco ad un personaggio, era per me motivo di orgoglio. Ma non era abbastanza. Dovevo
spingermi oltre, allora dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico mi sono iscritta
all’Università e conseguito la laurea in Design per Moda presso la Facoltà di Architettura di
Luigi Vanvitelli, dove comunque tutto si ricollegava alla comunicazione visiva.
La mia vita è cambiata quando mi sono iscritta all’ILAS di Napoli, la scuola – per eccezione –
per chi nella vita, della fotografia ne vuole fare il suo mestiere. Ed è proprio lì, in quel posto in
cui mi sono sempre sentita me stessa, senza mai aver paura di essere giudicata, in quel posto
che in poco tempo è diventata la mia casa, che la mia esistenza è cambiata.
All’Ilas ho conosciuto Pierluigi De Simone, il mio mentore, il mio maestro, grande professionista
indiscusso nonché colossale punto di riferimento per me, il quale ha evidenziato da subito le
mie caratteristiche: “Sfrutta questa tua innata sensibilità e trasformala in fotografia.”
Queste parole non le ho mai dimenticate e ho seguito la mia strada, che dopo aver
conseguito la specializzazione in fotografia pubblicitaria con il massimo dei voti, mi ha portato
a specializzarmi nella fotografia NewBorn. Ho frequentato i corsi di Marianna Santoni tenuti
dallo Studio Clorofilla di Sabrina Losso e Anna Palermo. Un corso che da buona neofita del
settore mi ha fatto amare questo nuovo mondo che mi si apriva davanti agli occhi. Ho in
seguito poi approfondito con altri professionisti del settore: Michela Magnani e Mauro Aluffi.
Oggi sono qui, sulla mia strada e consapevole delle mie scelte. Io voglio raccontarvi attraverso
le immagini, di persone, di persone normali. Voglio raccontarvi di storie d’amore, di emozioni,
dello sguardo di una madre che guarda la meraviglia della vita che sboccia. Voglio parlare di
storie normali, particolari e vissute.
Voglio parlare di voi, catturare le emozioni e inciderle in una foto che vi ricordi la meraviglia di
esistere.
Fotografare, fotografarvi, per me è un privilegio. È sapere che avrò sempre un posto nel
cuore delle persone che decidono di fermare un momento che resterà eterno.
Non è mai facile raccontarsi, soprattutto per chi invece è abituato a raccontare e siccome è
la prima volta, mi sono presa il lusso di farlo per bene.
Vivo di cuore e di pancia. Di qualche pianto fitto e di grandi sorrisi. Di abbracci stretti fino a
confondere i profumi. Non potrei essere più vera di così. Sono una persona dai sogni difficili.
Una che ha il cuore che si riempie troppo in fretta: di ambizioni, di passioni ma anche di paure
e coraggio. Delle volte, tutti questi inciampi che si mettono in mezzo, mi fanno diventare
dubbiosa. Non ho ben capito se stiano provando a farmi cambiare idea; o se invece, il mio
sogno, quello che mi gonfia il petto e mi fa tremare per l’emozione, mi stia mettendo alla
prova per capire quanto io sia disposta a lottare per raggiungerlo.
Se siete arrivati fino a qui, mi complimento.
Con voi perché avete voglia di conoscermi, con me perché non vedo l’ora di raccontarvi una
storia.